Il Salotto Italiano

di cuckold / sweet e bull
Oggi è lunedì 21 giugno 2021, 6:11

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 1 messaggio ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Valeria Messalina - Malibu
MessaggioInviato: venerdì 12 settembre 2014, 21:58 
Guardatemi... ho la sbrilluccicanza...
Guardatemi... ho la sbrilluccicanza...
Avatar utente

Iscritto il: martedì 8 maggio 2007, 14:48
Messaggi: 3453
Malibu ha scritto:
Mai pensato a come sarebbe la storia se a scriverla fossero stati dei cuckold?
Altra rivisitazione semiseria delle vicende cuck/sweet dell passato...



VALERIA E CLAUDIO

Quando Tiberio Claudio la sposò nel 41dc, Valeria Messalina era ancora minorenne (oggi farebbe scalpore ma all’epoca era consuetudine). Lui aveva 35 anni pi๠di lei, due matrimoni alle spalle, gli tirava ancora bene e tutto poteva immaginare ma non che sarebbe diventato imperatore nè sopratutto un cornutissimo cuck. Non è che lui fosse il massimo, un tipo pauroso e un po’ malaticcio, mentre Valeria era un gran pezzo di gnocca che già  in famiglia aveva avuto precedenti di vita morale discutibile. Ma ciò non basterebbe a giustificare l’evoluzione del loro rapporto.

La loro divenne una vera storia cuck/sweet fatta di sesso e passione!

I primi anni di matrimonio Valeria, donna tanto bella e maiala quanto ambiziosa, li spese a sistemare un paio di questioni personali per levare di mezzo tutti coloro che le stavano sulle palle o che in futuro potevano darle noia. Per questo a quasi tutti i letterati e gli storici dell’epoca, oggi li chiameremmo “opinionisti" e “giornalisti", la troietta non stava molto simpatica. Ad un talk show o sui giornali scandalistici, oggi, potendo, l’avrebbero seppellita di note negative.

Quando Claudio divenne imperatore, lei si trovò al fianco di un uomo non bello nè dotato, insicuro, zoppo e con qualche problema di balbuzie, ma che era il pi๠potente uomo di Roma. Valeria era bella, di origini patrizie (discendeva dalla gens Julia) e con tanta voglia di divertirsi e far sesso. Eliminati o esiliati i suoi nemici, lei poteva ora godersi la sua vita riuscendo a guadagnarsi la complicità  del marito, che imparò a seguire le sue voglie con passione.

IL CUCK

Valeria fece capire subito che la vita da “first lady”, gli spettacoli, le inaugurazioni, le visite alle scuole e la fedeltà , le stavano davvero strette. Dopo aver dato due figli a Claudio, un po’ per l’occhio sociale un po’ per garantirsi una discendenza imperiale, mostrò evidente la sua intenzione di usare la sua topa non pi๠solo per partorire, ma per il puro sollazzo e di non avere alcuna intenzione di limitarsi alle squallide scappatelle segrete che le altre consorti patrizie Romane usavano fare alle spalle del marito: se scopare le andava, Lei doveva farlo senza rischi, senza paura e con l’amore e l’appoggio dello sposo.

L’unico modo che aveva per evitare il marchio di adultera e attirarsi il ripudio da parte del marito imperatore, era quello di sottometterlo al proprio fascino e renderlo un bravo cornuto consapevole.

Tiberio Claudio, che poteva avere tutte le donne e che anzi non si era a sua volta mostrato poi così fedele verso di lei, iniziò ad essere incantato dai modi da troia della moglie Valeria ed il pensiero che lei potesse uscire con altri maschi per rincasare usata e sbattuta lo eccitava da morire. Pochi o forse nessuno era al corrente di questo loro tacito accordo, tanto che tutti gli storici sembrano concordi nel considerarlo ignaro delle corna che la bella moglie gli avrebbe servito e nell’attribuire a Lei e solo a Lei tutte le colpe di tanta dissolutezza. Nulla di pi๠falso!

Nella vita reale Claudio preferiva non essere considerato cornuto consapevole, anche se il gioco lo eccitava da morire. Così quando la moglie aveva delle avventure o andava ad incontrare qualcuno, lui si faceva trovare altrove o, se nel palazzo sul Palatino, a dormire.

Al resto pensava lei mimetizzando le sue scopate adulterine sotto forma di scappatelle fatte alle spalle del marito. Solo poche ancelle conoscevano la verità , tutte fidate, tutte con qualcosa da perdere se avessero osato rivelare la verità .

Ai cuck odierni per i quali la maggior frustrazione è spesso quella di non poter offrire i migliori bull per il piacere della moglie o peggio l’inettitudine degli stessi, serve solamente immaginare a cosa può aspirare e cosa può ottenere il cornuto consapevole pi๠potente di Roma, l’uomo nelle cui mani sta il destino ed il comando di un intero Impero!

Claudio e Valeria concordarono che lei potesse attingere fra gladiatori, servi e marinai, oltre che fra quelli del suo rango, cioè fra tutta quella popolazione maschile che per muscoli, cazzo e voglia di fottersi una donna bellissima non si poteva trovare nulla di meglio. Pensate a cosa può aspirare una donna che può scegliersi il maschio che preferisce e scoparselo quando e quanto vuole?
Sarebbe come scegliersi il bull su internet, mandare una email ed avere la certezza che la notte stessa quello risponde e si presenta al caffè conoscitivo col cazzo già  pronto all’uso. Una figata!

Claudio si era quasi fottuto il cervello ed ogni sera fingeva di ritirarsi nelle sue stanze a dormire aspettando, con l’imperiale membro duro, che la moglie uscisse per scopare.


LA SWEET

Valeria aveva così, grazie alla complicità  del marito, facile accesso a tutti gli uomini che avesse voluto: giovani o maturi, ricchi o plebei. Alcuni riportano che spesso le piacesse essere montata in modo animalesco, per questo sceglieva i suoi amanti fra le classi pi๠dotate di muscoli, pene e impeto maschile. Un giovane marinaio o un gladiatore, costretti a lunghi periodi di astinenza, con quanta foga arrivavano all’amplesso con una ragazza, per loro, da sogno? A questi si concedeva come una prostituta parlando anche in Greco, allora considerata lingua minore:
“Zoè kai Psychè” diceva a chi si offriva per essere posseduta (“carnazza e passione"). Siamo molto lontani noi?

Le uscite di lei si facero sempre pi๠frequenti e quando per qualche giorno lei voleva solo riposarsi, era Claudio stesso a pregarla di uscire proponendole nuovi maschi.

Il massimo per lui era spiarla mentre si preparava ad un incontro, operazione che poteva richiedere ore. Valeria ci teneva ad avere il corpo completamente depilato anche dei peli pubici, amava farsi massaggiare con unguenti che rendevano la sua giovane pelle ancor pi๠setosa e liscia.

Non minore attenzione veniva affidata al trucco. Tratti neri, usando antimonio e nero fumo, per amplificare l’intensità  dello sguardo rendevano quegli occhi irresistibili per chiunque, uomo o donna.

Intorno ai capezzoli disegnava cerchi dorati che rendevano quei seni una vera opera d’arte.

Completava la preparazione una veste leggera indossata senza nulla sotto, per essere pronta a dare e prendere piacere e per devastare col pensiero il marito assente. Prima di uscire e giocare alla Puttana, simulava un ultimo controllo e ben visibile da dietro una tenda, da cui sapeva che Claudio la spiava eccitato all’inverosimile, si sollevava l’abito per mostrare come fosse nuda, poi si rimirava allo specchio e lasciava in silenzio il palazzo. Al marito imperatore non restava che aspettare che tornasse.

Dall’odore di lei al rientro avrebbe poi potuto solo intuire se era stata in un postribolo o nel letto di qualche amante. Lei lo avrebbe poi confermato. Questi erano i patti.

GLI INCONTRI

Valeria aveva diverse tipologie di incontri. A Claudio andava bene un po’ tutto anche se preferiva racconti pi๠animaleschi delle nottate delle mogliettina.

Alcuni rapporti avvenivano come una puttana qualunque, altri su precisa selezione di lei del fortunato amante.

Quando voleva essere solo una troia, aveva accesso ai bordelli in cui si mescolava con le puttane e con loro aspettava i clienti. Uno di pi๠famosi bordelli, nella Suburra, era facilmente raggiungibile anche con la metro scendendo alla fermata Cavour. Ottimo per i marinai che arrivavano dal porto risalendo il Tevere. Però forse la metro non era ancora terminata perché i lavori si interrompevano spesso a causa dei resti Etruschi ritrovati nel sottosuolo...ma son sicuro che erano già  iniziati all’epoca..

Come puttana la ricercavano bene e la conoscevano come Licisca.

Certo la sua bellezza ma sopratutto la cura del corpo, il trucco, la pelle vellutata, la disinvoltura nell’eseguire giochi orali oltre che nel far usare il suo corpo e la fica, non passavano inosservati. Personaggi in vista del jetset Romano, senatori, magistrati, uomini d’affari, insomma chi poteva pagare bene e meglio, in genere tornava per cercare lei: la puttana Licisca.

Alcuni riuscirono a riconoscerla, nonostante la penombra e il trucco.

Pochi potevano immaginare che la donna inginocchiata davanti a succhiargli l’uccello o piegata in avanti e tenuta per i capelli come la criniera di un cavallo che si monta a pelo mentre il cazzo affondava fra i suoi glutei, fosse proprio l’Imperatrice.

Nessuno, che l’avesse intuito, avrebbe mai avuto il coraggio di parlarne!

Valeria attirò l’invidia di molte puttane famose, tanto che sia Plinio il Vecchio che Giovenale, raccontano come Lei stanca delle battute delle colleghe, avesse sfidato la pi๠famosa di loro per mostrare quanto fosse comunque pi๠brava.

Avuto il consenso del marito di poter mancare pi๠a lungo di una sola notte, le due pi๠rinomate mignotte di Roma si confrontarono in quella che oggi entrerebbe a pieno titolo nel Guinness dei primati delle Gang Bang: in 24 ore si concesse a 25 uomini avendo con ciascuno tutti i rapporti che una prostituta doveva avere. Quando l’avversaria si arrese, Valeria continuò a farsi sbattere, ma sopratutto a godere e smise solo perché stremata, non perché sazia (lassata viris, nondum satiata, recessit).

Mai come quel giorno portò in casa al suo Claudio l’odore acre del bordello!

Così com’era, ricoperta si seme maschile sul pube, sul ventre e sui capelli appiccicosi, alito e bocca che esalavano un intenso odore di erba tagliata dello sperma ancora fresco, vulva dilatata e con le grandi labbra turgide tanto da rimanere sollevate, si buttò esausta sul talamo sotto gli occhi adoranti di Claudio. A quello spettacolo lui non riuscì a trattenersi dal baciarle la schiena nuda e il collo, per finire a masturbarsi in silenzio vicino a lei che già  dormiva.

Altro tipo di incontri erano quelli con il torello scelto da lei, in genere un servo, un atleta, un gladiatore. La selezione era molto accurata e basata non solo sulle dimensioni del pene e sulla armonia fisica del candidato, ma sulla resistenza e sulla potenza. Valeria adorava essere scopata a lungo e spesso mentre l’amante di turno le era dentro, si torturava la clitoride per moltiplicare i propri orgasmi e solo quando era ormai sfinita lasciava che Lui finisse di possederla. In questi casi Claudio poteva assistere nascosto o seduto su un triclinio in disparte.

Non pare invece sia vera la storia, riportata da alcuni storici, che Valeria si prostituisse per strada sulla Salaria o al GRA, nè che frequentasse privè dove amava spompinare cazzi di sconosciuti che sporgevano da fori di una parete (ai tempi chiamata “Gloria Olympi" poi divenuta “Glory Hole"...). Inoltre molti bei single Romani non potevano permettersi i costi del privè quindi avrebbe perso molte occasioni...


L’EVOLUZIONE

Con gli anni sia Valeria che Claudio cercarono sempre nuove emozioni e fu lo stesso Imperatore che iniziò con l’invitare la bella moglie a cercarsi un amante fisso, qualcuno che lo sostituisse rendendolo quel vero cuck che ormai voleva essere. Immaginava lei presa dall’altro anche sentimentalmente. Quel pensiero lo faceva impazzire e godere al tempo stesso.

Fu cosi che Valeria cambiò l’oggetto delle proprie attività  adulterine, rivolgendo l’attenzione verso un vero e proprio rapporto fisso. Nelle sue frequentazione dell’alta società  Romana, conobbe il governatore Appio Silano. I due si incontrarono pi๠volte per scopare come dei veri amanti, ma fu la fidanzata di lui ad interrompere la relazione perché, gelosissima, scopri un SMS di lei nel cellulare del fidanzato e per vendetta accelerò le nozze per portarlo ad abitare fuori Roma.

Seguì una relazione con un attore, tale Mnestere che durò poco, almeno fino a quando Valeria non incontrò quello che sarebbe diventato il suo amante, fidanzato, maschio, ma che l’avrebbe trascinata nella tragedia: il giovane, ricco e promettente patrizio Gaio Silio.

Valeria si innamorò di Gaio, senza però potergli mai confessare quale fosse il suo vero rapporto con Claudio. Lui, dal canto suo, pensando di poterla avere completamente, ripudiò la moglie per diventare ufficialmente il suo amante senza ostacoli.
A Roma si usava ripudiare e poteva farlo sia il marito che la moglie. Quindi meglio arrivare primi che secondi e ultimi!

Questa storia procurava intense emozioni a Claudio. Spesso era lui stesso che la accompagnava alla villa di Gaio sul Pincio (ora Villa Borghese), con la scusa di una visita di cortesia. Valeria impiegava ore per adornandosi e quando lui la vedeva così bella, elegante e profumata, lasciarla a casa del suo amante Gaio allontanandosi con una scusa per qualche ora, gli procurava un groppo allo stomaco.

Valeria alzò la posta in gioco quando comunicò al marito che Gaio era ormai il suo uomo e che non gli avrebbe pi๠raccontato nulla dei loro incontri e dei loro rapporti, come fosse un vero e proprio adulterio consumato alle spalle del marito cornuto ed ignaro.

Claudio approvò questa nuova linea e sempre pi๠spesso trovava scuse per allontanarsi da Roma e lasciare il proprio letto libero per l’amante della moglie. Al suo rientro, nulla gli era dato sapere, se non percepire da alcuni, pochi, indizi se i due si erano incontrati o meno. Valeria continuò in quel tempo ad essere una perfetta moglie senza pi๠parlare del suo amante fino al giorno in cui gli comunicò un nuovo gioco che aveva deciso per farlo soffrire: sposare Gaio, in modo molto riservato si intende, ma formalizzare così il suo rapporto con l’amante. Un vero e proprio atto in cui Gaio diventava il suo uomo e a lui sarebbe solo rimasto il ruolo di marito.

Claudio accettò quel nuovo gioco perché eccitato dall’idea stessa di cederla ad un altro. La mattina scelta dagli amanti per consumare le loro nozze, col cuore in gola, tremante e rotto dalla emozione lasciò Roma e si recò ad Ostia.

Valeria e Gaio celebrano la loro cerimonia, purtroppo e comprensibilmente con molta meno riservatezza di quella che speravano. La voce si sparse velocemente...

LA TRAGEDIA

Tutto poteva andare per il meglio e quando Claudio tornò a Roma, Valeria aveva consacrato la propria fedeltà  e il proprio corpo nella unione con Gaio Silio: Claudio sarebbe stato il marito ufficiale, ma Gaio sarebbe stato il suo uomo. Gaio la avrebbe scopata quando voleva, Claudio solo quando Lei le si sarebbe voluta concedere.

Poteva anche andare tutto liscio se non fosse che uno dei consiglieri, tale Narciso, indagando sulle voci e scoperti questi intrecci, ma non al corrente degli accordi dei due coniugi, sentì il "dovere e di certo il gusto di dare a tutti il consiglio giusto". Le voci sulla relazione fra Valeria e Gaio si fecero sempre pi๠incontrollabili e non vi era modo di poter pi๠fermare lo scandalo.

A Claudio, per salvare il proprio onore, non restò null'altro da fare che, su consiglio di Narciso, accettare che Valeria e il suo amante venissero eliminati! Propose vie alternative ma l’invidioso Narciso lo convinse che l’unica strada per non essere ricordato come un grande cornuto dai posteri, era l’eliminazione fisica dei due, seguita dalla “Damnatio Memoriae” (cancellazione tutte le traccie e i ricordi della loro esistenza).
Per fortuna tutta la vicenda ci è stata riportata da molti autori dell’epoca.

Giovenale, uno scrittore satirico tanto borioso e presuntuoso quanto profondamente e intimamente misogino da sperare di macchiare la memoria di Valeria Messalina citandola in una delle sue Satire contro i costumi libertini delle donne, in realtà  non fece altro che rendere la figura di questa donna ancora pi๠affascinante.

Gaio Silio, convinto di meritare quella fine avendo tradito l’Imperatore, si tolse la vita senza tante storie.

Valeria cercò in tutti i modi di poter parlare con Claudio perché convinta di esser vittima di un complotto. In effetti se lo avesse potuto raggiungere, con tutta probabilità  lo avrebbe persuaso a tornare sulle sue decisioni. Ma Narciso, da vero stronzo, la fece giustiziare subito lì dove lei si era rifugiata.

Si dice che al soldato che la trafisse fece pronunciare queste parole di scherno:
“Se i tutti i tuoi amanti dovessero piangere la tua morte, piangerebbe mezza Roma!".
Sicuramente a lui non l’aveva data e quindi oltre che un gran solo stronzo era pure invidioso..

Ma non ci andò molto lontano.

Se non per piangerla, molti dei Romani che scoprirono che si erano scopati la first lady un po’ di apprensione di ritorsioni la ebbero ed evitarono di farsi vedere al lavoro o al senato per un po', inventando di fatto l'assenteismo..! Non si sa mai.

Malibu ha scritto:
Mai pensato a come sarebbe la storia se a scriverla fossero stati dei cuckold?
Altra rivisitazione semiseria delle vicende cuck/sweet dell passato...



VALERIA E CLAUDIO

Quando Tiberio Claudio la sposò nel 41dc, Valeria Messalina era ancora minorenne (oggi farebbe scalpore ma all’epoca era consuetudine). Lui aveva 35 anni pi๠di lei, due matrimoni alle spalle, gli tirava ancora bene e tutto poteva immaginare ma non che sarebbe diventato imperatore nè sopratutto un cornutissimo cuck. Non è che lui fosse il massimo, un tipo pauroso e un po’ malaticcio, mentre Valeria era un gran pezzo di gnocca che già  in famiglia aveva avuto precedenti di vita morale discutibile. Ma ciò non basterebbe a giustificare l’evoluzione del loro rapporto.

La loro divenne una vera storia cuck/sweet fatta di sesso e passione!

I primi anni di matrimonio Valeria, donna tanto bella e maiala quanto ambiziosa, li spese a sistemare un paio di questioni personali per levare di mezzo tutti coloro che le stavano sulle palle o che in futuro potevano darle noia. Per questo a quasi tutti i letterati e gli storici dell’epoca, oggi li chiameremmo “opinionisti" e “giornalisti", la troietta non stava molto simpatica. Ad un talk show o sui giornali scandalistici, oggi, potendo, l’avrebbero seppellita di note negative.

Quando Claudio divenne imperatore, lei si trovò al fianco di un uomo non bello nè dotato, insicuro, zoppo e con qualche problema di balbuzie, ma che era il pi๠potente uomo di Roma. Valeria era bella, di origini patrizie (discendeva dalla gens Julia) e con tanta voglia di divertirsi e far sesso. Eliminati o esiliati i suoi nemici, lei poteva ora godersi la sua vita riuscendo a guadagnarsi la complicità  del marito, che imparò a seguire le sue voglie con passione.

IL CUCK

Valeria fece capire subito che la vita da “first lady”, gli spettacoli, le inaugurazioni, le visite alle scuole e la fedeltà , le stavano davvero strette. Dopo aver dato due figli a Claudio, un po’ per l’occhio sociale un po’ per garantirsi una discendenza imperiale, mostrò evidente la sua intenzione di usare la sua topa non pi๠solo per partorire, ma per il puro sollazzo e di non avere alcuna intenzione di limitarsi alle squallide scappatelle segrete che le altre consorti patrizie Romane usavano fare alle spalle del marito: se scopare le andava, Lei doveva farlo senza rischi, senza paura e con l’amore e l’appoggio dello sposo.

L’unico modo che aveva per evitare il marchio di adultera e attirarsi il ripudio da parte del marito imperatore, era quello di sottometterlo al proprio fascino e renderlo un bravo cornuto consapevole.

Tiberio Claudio, che poteva avere tutte le donne e che anzi non si era a sua volta mostrato poi così fedele verso di lei, iniziò ad essere incantato dai modi da troia della moglie Valeria ed il pensiero che lei potesse uscire con altri maschi per rincasare usata e sbattuta lo eccitava da morire. Pochi o forse nessuno era al corrente di questo loro tacito accordo, tanto che tutti gli storici sembrano concordi nel considerarlo ignaro delle corna che la bella moglie gli avrebbe servito e nell’attribuire a Lei e solo a Lei tutte le colpe di tanta dissolutezza. Nulla di pi๠falso!

Nella vita reale Claudio preferiva non essere considerato cornuto consapevole, anche se il gioco lo eccitava da morire. Così quando la moglie aveva delle avventure o andava ad incontrare qualcuno, lui si faceva trovare altrove o, se nel palazzo sul Palatino, a dormire.

Al resto pensava lei mimetizzando le sue scopate adulterine sotto forma di scappatelle fatte alle spalle del marito. Solo poche ancelle conoscevano la verità , tutte fidate, tutte con qualcosa da perdere se avessero osato rivelare la verità .

Ai cuck odierni per i quali la maggior frustrazione è spesso quella di non poter offrire i migliori bull per il piacere della moglie o peggio l’inettitudine degli stessi, serve solamente immaginare a cosa può aspirare e cosa può ottenere il cornuto consapevole pi๠potente di Roma, l’uomo nelle cui mani sta il destino ed il comando di un intero Impero!

Claudio e Valeria concordarono che lei potesse attingere fra gladiatori, servi e marinai, oltre che fra quelli del suo rango, cioè fra tutta quella popolazione maschile che per muscoli, cazzo e voglia di fottersi una donna bellissima non si poteva trovare nulla di meglio. Pensate a cosa può aspirare una donna che può scegliersi il maschio che preferisce e scoparselo quando e quanto vuole?
Sarebbe come scegliersi il bull su internet, mandare una email ed avere la certezza che la notte stessa quello risponde e si presenta al caffè conoscitivo col cazzo già  pronto all’uso. Una figata!

Claudio si era quasi fottuto il cervello ed ogni sera fingeva di ritirarsi nelle sue stanze a dormire aspettando, con l’imperiale membro duro, che la moglie uscisse per scopare.


LA SWEET

Valeria aveva così, grazie alla complicità  del marito, facile accesso a tutti gli uomini che avesse voluto: giovani o maturi, ricchi o plebei. Alcuni riportano che spesso le piacesse essere montata in modo animalesco, per questo sceglieva i suoi amanti fra le classi pi๠dotate di muscoli, pene e impeto maschile. Un giovane marinaio o un gladiatore, costretti a lunghi periodi di astinenza, con quanta foga arrivavano all’amplesso con una ragazza, per loro, da sogno? A questi si concedeva come una prostituta parlando anche in Greco, allora considerata lingua minore:
“Zoè kai Psychè” diceva a chi si offriva per essere posseduta (“carnazza e passione"). Siamo molto lontani noi?

Le uscite di lei si facero sempre pi๠frequenti e quando per qualche giorno lei voleva solo riposarsi, era Claudio stesso a pregarla di uscire proponendole nuovi maschi.

Il massimo per lui era spiarla mentre si preparava ad un incontro, operazione che poteva richiedere ore. Valeria ci teneva ad avere il corpo completamente depilato anche dei peli pubici, amava farsi massaggiare con unguenti che rendevano la sua giovane pelle ancor pi๠setosa e liscia.

Non minore attenzione veniva affidata al trucco. Tratti neri, usando antimonio e nero fumo, per amplificare l’intensità  dello sguardo rendevano quegli occhi irresistibili per chiunque, uomo o donna.

Intorno ai capezzoli disegnava cerchi dorati che rendevano quei seni una vera opera d’arte.

Completava la preparazione una veste leggera indossata senza nulla sotto, per essere pronta a dare e prendere piacere e per devastare col pensiero il marito assente. Prima di uscire e giocare alla Puttana, simulava un ultimo controllo e ben visibile da dietro una tenda, da cui sapeva che Claudio la spiava eccitato all’inverosimile, si sollevava l’abito per mostrare come fosse nuda, poi si rimirava allo specchio e lasciava in silenzio il palazzo. Al marito imperatore non restava che aspettare che tornasse.

Dall’odore di lei al rientro avrebbe poi potuto solo intuire se era stata in un postribolo o nel letto di qualche amante. Lei lo avrebbe poi confermato. Questi erano i patti.

GLI INCONTRI

Valeria aveva diverse tipologie di incontri. A Claudio andava bene un po’ tutto anche se preferiva racconti pi๠animaleschi delle nottate delle mogliettina.

Alcuni rapporti avvenivano come una puttana qualunque, altri su precisa selezione di lei del fortunato amante.

Quando voleva essere solo una troia, aveva accesso ai bordelli in cui si mescolava con le puttane e con loro aspettava i clienti. Uno di pi๠famosi bordelli, nella Suburra, era facilmente raggiungibile anche con la metro scendendo alla fermata Cavour. Ottimo per i marinai che arrivavano dal porto risalendo il Tevere. Però forse la metro non era ancora terminata perché i lavori si interrompevano spesso a causa dei resti Etruschi ritrovati nel sottosuolo...ma son sicuro che erano già  iniziati all’epoca..

Come puttana la ricercavano bene e la conoscevano come Licisca.

Certo la sua bellezza ma sopratutto la cura del corpo, il trucco, la pelle vellutata, la disinvoltura nell’eseguire giochi orali oltre che nel far usare il suo corpo e la fica, non passavano inosservati. Personaggi in vista del jetset Romano, senatori, magistrati, uomini d’affari, insomma chi poteva pagare bene e meglio, in genere tornava per cercare lei: la puttana Licisca.

Alcuni riuscirono a riconoscerla, nonostante la penombra e il trucco.

Pochi potevano immaginare che la donna inginocchiata davanti a succhiargli l’uccello o piegata in avanti e tenuta per i capelli come la criniera di un cavallo che si monta a pelo mentre il cazzo affondava fra i suoi glutei, fosse proprio l’Imperatrice.

Nessuno, che l’avesse intuito, avrebbe mai avuto il coraggio di parlarne!

Valeria attirò l’invidia di molte puttane famose, tanto che sia Plinio il Vecchio che Giovenale, raccontano come Lei stanca delle battute delle colleghe, avesse sfidato la pi๠famosa di loro per mostrare quanto fosse comunque pi๠brava.

Avuto il consenso del marito di poter mancare pi๠a lungo di una sola notte, le due pi๠rinomate mignotte di Roma si confrontarono in quella che oggi entrerebbe a pieno titolo nel Guinness dei primati delle Gang Bang: in 24 ore si concesse a 25 uomini avendo con ciascuno tutti i rapporti che una prostituta doveva avere. Quando l’avversaria si arrese, Valeria continuò a farsi sbattere, ma sopratutto a godere e smise solo perché stremata, non perché sazia (lassata viris, nondum satiata, recessit).

Mai come quel giorno portò in casa al suo Claudio l’odore acre del bordello!

Così com’era, ricoperta si seme maschile sul pube, sul ventre e sui capelli appiccicosi, alito e bocca che esalavano un intenso odore di erba tagliata dello sperma ancora fresco, vulva dilatata e con le grandi labbra turgide tanto da rimanere sollevate, si buttò esausta sul talamo sotto gli occhi adoranti di Claudio. A quello spettacolo lui non riuscì a trattenersi dal baciarle la schiena nuda e il collo, per finire a masturbarsi in silenzio vicino a lei che già  dormiva.

Altro tipo di incontri erano quelli con il torello scelto da lei, in genere un servo, un atleta, un gladiatore. La selezione era molto accurata e basata non solo sulle dimensioni del pene e sulla armonia fisica del candidato, ma sulla resistenza e sulla potenza. Valeria adorava essere scopata a lungo e spesso mentre l’amante di turno le era dentro, si torturava la clitoride per moltiplicare i propri orgasmi e solo quando era ormai sfinita lasciava che Lui finisse di possederla. In questi casi Claudio poteva assistere nascosto o seduto su un triclinio in disparte.

Non pare invece sia vera la storia, riportata da alcuni storici, che Valeria si prostituisse per strada sulla Salaria o al GRA, nè che frequentasse privè dove amava spompinare cazzi di sconosciuti che sporgevano da fori di una parete (ai tempi chiamata “Gloria Olympi" poi divenuta “Glory Hole"...). Inoltre molti bei single Romani non potevano permettersi i costi del privè quindi avrebbe perso molte occasioni...


L’EVOLUZIONE

Con gli anni sia Valeria che Claudio cercarono sempre nuove emozioni e fu lo stesso Imperatore che iniziò con l’invitare la bella moglie a cercarsi un amante fisso, qualcuno che lo sostituisse rendendolo quel vero cuck che ormai voleva essere. Immaginava lei presa dall’altro anche sentimentalmente. Quel pensiero lo faceva impazzire e godere al tempo stesso.

Fu cosi che Valeria cambiò l’oggetto delle proprie attività  adulterine, rivolgendo l’attenzione verso un vero e proprio rapporto fisso. Nelle sue frequentazione dell’alta società  Romana, conobbe il governatore Appio Silano. I due si incontrarono pi๠volte per scopare come dei veri amanti, ma fu la fidanzata di lui ad interrompere la relazione perché, gelosissima, scopri un SMS di lei nel cellulare del fidanzato e per vendetta accelerò le nozze per portarlo ad abitare fuori Roma.

Seguì una relazione con un attore, tale Mnestere che durò poco, almeno fino a quando Valeria non incontrò quello che sarebbe diventato il suo amante, fidanzato, maschio, ma che l’avrebbe trascinata nella tragedia: il giovane, ricco e promettente patrizio Gaio Silio.

Valeria si innamorò di Gaio, senza però potergli mai confessare quale fosse il suo vero rapporto con Claudio. Lui, dal canto suo, pensando di poterla avere completamente, ripudiò la moglie per diventare ufficialmente il suo amante senza ostacoli.
A Roma si usava ripudiare e poteva farlo sia il marito che la moglie. Quindi meglio arrivare primi che secondi e ultimi!

Questa storia procurava intense emozioni a Claudio. Spesso era lui stesso che la accompagnava alla villa di Gaio sul Pincio (ora Villa Borghese), con la scusa di una visita di cortesia. Valeria impiegava ore per adornandosi e quando lui la vedeva così bella, elegante e profumata, lasciarla a casa del suo amante Gaio allontanandosi con una scusa per qualche ora, gli procurava un groppo allo stomaco.

Valeria alzò la posta in gioco quando comunicò al marito che Gaio era ormai il suo uomo e che non gli avrebbe pi๠raccontato nulla dei loro incontri e dei loro rapporti, come fosse un vero e proprio adulterio consumato alle spalle del marito cornuto ed ignaro.

Claudio approvò questa nuova linea e sempre pi๠spesso trovava scuse per allontanarsi da Roma e lasciare il proprio letto libero per l’amante della moglie. Al suo rientro, nulla gli era dato sapere, se non percepire da alcuni, pochi, indizi se i due si erano incontrati o meno. Valeria continuò in quel tempo ad essere una perfetta moglie senza pi๠parlare del suo amante fino al giorno in cui gli comunicò un nuovo gioco che aveva deciso per farlo soffrire: sposare Gaio, in modo molto riservato si intende, ma formalizzare così il suo rapporto con l’amante. Un vero e proprio atto in cui Gaio diventava il suo uomo e a lui sarebbe solo rimasto il ruolo di marito.

Claudio accettò quel nuovo gioco perché eccitato dall’idea stessa di cederla ad un altro. La mattina scelta dagli amanti per consumare le loro nozze, col cuore in gola, tremante e rotto dalla emozione lasciò Roma e si recò ad Ostia.

Valeria e Gaio celebrano la loro cerimonia, purtroppo e comprensibilmente con molta meno riservatezza di quella che speravano. La voce si sparse velocemente...

LA TRAGEDIA

Tutto poteva andare per il meglio e quando Claudio tornò a Roma, Valeria aveva consacrato la propria fedeltà  e il proprio corpo nella unione con Gaio Silio: Claudio sarebbe stato il marito ufficiale, ma Gaio sarebbe stato il suo uomo. Gaio la avrebbe scopata quando voleva, Claudio solo quando Lei le si sarebbe voluta concedere.

Poteva anche andare tutto liscio se non fosse che uno dei consiglieri, tale Narciso, indagando sulle voci e scoperti questi intrecci, ma non al corrente degli accordi dei due coniugi, sentì il "dovere e di certo il gusto di dare a tutti il consiglio giusto". Le voci sulla relazione fra Valeria e Gaio si fecero sempre pi๠incontrollabili e non vi era modo di poter pi๠fermare lo scandalo.

A Claudio, per salvare il proprio onore, non restò null'altro da fare che, su consiglio di Narciso, accettare che Valeria e il suo amante venissero eliminati! Propose vie alternative ma l’invidioso Narciso lo convinse che l’unica strada per non essere ricordato come un grande cornuto dai posteri, era l’eliminazione fisica dei due, seguita dalla “Damnatio Memoriae” (cancellazione tutte le traccie e i ricordi della loro esistenza).
Per fortuna tutta la vicenda ci è stata riportata da molti autori dell’epoca.

Giovenale, uno scrittore satirico tanto borioso e presuntuoso quanto profondamente e intimamente misogino da sperare di macchiare la memoria di Valeria Messalina citandola in una delle sue Satire contro i costumi libertini delle donne, in realtà  non fece altro che rendere la figura di questa donna ancora pi๠affascinante.

Gaio Silio, convinto di meritare quella fine avendo tradito l’Imperatore, si tolse la vita senza tante storie.

Valeria cercò in tutti i modi di poter parlare con Claudio perché convinta di esser vittima di un complotto. In effetti se lo avesse potuto raggiungere, con tutta probabilità  lo avrebbe persuaso a tornare sulle sue decisioni. Ma Narciso, da vero stronzo, la fece giustiziare subito lì dove lei si era rifugiata.

Si dice che al soldato che la trafisse fece pronunciare queste parole di scherno:
“Se i tutti i tuoi amanti dovessero piangere la tua morte, piangerebbe mezza Roma!".
Sicuramente a lui non l’aveva data e quindi oltre che un gran solo stronzo era pure invidioso..

Ma non ci andò molto lontano.

Se non per piangerla, molti dei Romani che scoprirono che si erano scopati la first lady un po’ di apprensione di ritorsioni la ebbero ed evitarono di farsi vedere al lavoro o al senato per un po', inventando di fatto l'assenteismo..! Non si sa mai.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 1 messaggio ] 

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Vai a:  
POWERED_BY
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010